condizioni per sconfitta repubblicani
“Lo slogan di Trump durante la campagna elettorale era ‘Make America Great Again’, ovvero ‘Rendiamo di nuovo grande l’America’. Fin dall’inizio, Trump si è presentato come il difensore degli interessi americani, arrivando persino a ipotizzare un ridimensionamento del ruolo internazionale degli Stati Uniti, da sempre impegnati a svolgere un ruolo di garanzia per la democrazia e la libertà dell’Occidente. In realtà, questo non è avvenuto. Trump ha attaccato l’Iran, ma la guerra non è stata vinta e ha evidentemente deluso un’ampia parte dell’elettorato americano, perché non è riuscito a rendere ‘l’America più grande’. Oggi, infatti, subisce sconfitte elettorali. Non dimentichiamo, inoltre, i suoi atteggiamenti spesso bizzarri e contraddittori, rispetto ai quali anche il governo italiano ha manifestato il proprio dissenso. Abbiamo assunto una posizione chiara sulla questione della Groenlandia, quando ha attaccato il Papa e sulla politica dei dazi. Abbiamo anche annullato alcune visite di nostri rappresentanti, come fece il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Quanto alla questione iraniana, è evidente che non possiamo diventare difensori di un regime oscurantista che alimenta il terrorismo e massacra il proprio popolo, arrivando a uccidere migliaia di cittadini iraniani. Siamo tuttavia convinti che l’alleanza tra Europa e Stati Uniti rappresenti un legame storico e strategico che deve continuare a funzionare indipendentemente da chi governa, che ci sia Clinton o Bush, Reagan o Trump. Con il tempo, Trump sembra aver creato le condizioni per una sconfitta dei repubblicani, un partito nel quale, in realtà, non si è mai pienamente integrato, perché Trump rappresenta qualcosa di diverso. Ho sempre detto che se fossi stato un elettore americano, tra Kamala Harris e Trump avrei votato Trump, ma avrei preferito un Reagan, un Bush o comunque un esponente della tradizione classica della politica repubblicana americana”. Lo dichiara il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, sen. Maurizio Gasparri, intervenendo a Coffee Break su La7.
Roma, 5 novembre 2025

