“Le tensioni internazionali si moltiplicano: bombardano perfino l'aeroporto di Riad e la situazione in Medio Oriente peggiora. C'è poi la questione di Hormuz. Questo accordo, sull’energia di cui si parla ci lascia molto perplessi, perché l'Ucraina continua a essere bombardata e non si è arrivati a un accordo di pace. Tutto questo fa sì che lo scenario internazionale cambi in peggio e che l'aumento dei prodotti energetici faccia ricrescere l'inflazione, che ora è al 4%. Per questo, come ha detto chiaramente il governo, con la Meloni, e come ha ribadito Tajani durante una riunione del PPE in corso in Italia, dobbiamo prendere atto che il contesto è mutato. La Commissione europea cosa vuole fare? Dovrebbe concedere maggiori margini di flessibilità, considerando che ci troviamo in una situazione complicata, determinata da guerre, conflitti e dal costo dell'energia che cresce: fattori che non dipendono da noi e che non possiamo controllare. Il tema, quindi, è: quali regole vogliono applicare? Perché noi siamo europeisti e vogliamo stare nel contesto europeo, ma non ci sediamo al tavolo soltanto per dire dei ‘sì’. È un tema condiviso anche da altri Paesi: ieri ne hanno discusso i leader di Belgio, Italia e Germania. Si tratta, quindi, di una trattativa da portare avanti con gli altri Paesi e leader europei. In Europa, dobbiamo già fare i conti con la concorrenza sleale cinese, le guerre e il costo dell'energia. Non possiamo fare finta di nulla, in un contesto internazionale che, rispetto a quattro anni fa, è molto peggiorato”. Lo dichiara il presidente della Commissione Affari esteri e difesa del Senato, sen. Maurizio Gasparri, a L'Aria che tira su La7.
Roma, 13 ottobre 2025

