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GALLAGHER, “OLTRE 388 MILIONI DI CRISTIANI PERSEGUITATI, DIFENDERE LA LORO FEDE È UNA QUESTIONE DI DIRITTI UMANI

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“In troppi Paesi del mondo essere cristiani significa vivere sotto una costante minaccia, con il rischio di essere isolati come comunità religiosa. Oltre 388 milioni di cristiani, circa uno su sette a livello mondiale, sono esposti a livelli elevati di persecuzione e discriminazione religiosa. La libertà religiosa non è una concessione, ma un diritto umano fondamentale, radicato nella dignità della persona e superiore a qualsiasi potere politico”.

Lo ha affermato monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede, intervenendo in un incontro, presieduto dal Presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, sen. Maurizio Gasparri, sulla libertà religiosa delle minoranze cristiane nel mondo.

“La libertà religiosa – ha sottolineato – non può essere confusa con una mera tolleranza. Comprende il diritto di professare, cambiare o non professare alcuna fede, di manifestarla liberamente e di praticarne il culto, individualmente e collettivamente. È una libertà che riguarda tanto la coscienza individuale quanto la possibilità di vivere pubblicamente la propria fede. La sua tutela deve essere garantita indipendentemente dal fatto che una confessione costituisca una minoranza o una maggioranza”.

Gallagher ha richiamato i dati internazionali sulle persecuzioni, evidenziando come “i cristiani rappresentino il gruppo religioso più perseguitato al mondo”. Nel periodo considerato, secondo i dati citati, sono stati uccisi 4.849 cristiani a causa della loro fede, circa il 72 per cento dei quali in Nigeria. “L'Africa subsahariana rappresenta l'epicentro della violenza, soprattutto a causa degli attacchi dei gruppi estremisti jihadisti. Ma le persecuzioni assumono forme diverse: dalla repressione nei regimi autoritari alle discriminazioni nei Paesi caratterizzati da nazionalismo religioso, fino alle forme più indirette di marginalizzazione”.

“Anche nelle società occidentali – ha osservato – si registrano forme di discriminazione meno evidenti, una sorta di “discriminazione con i guanti bianchi”, che tende a relegare la fede nella dimensione privata e a delegittimare la manifestazione pubblica delle convinzioni religiose. Penso alle limitazioni all'obiezione di coscienza, al diritto dei genitori di impartire un'educazione religiosa ai figli e all'autonomia delle comunità confessionali. Il rischio è compromettere progressivamente il carattere universale della libertà religiosa”.

“La tutela dei cristiani non significa riconoscere loro una posizione privilegiata rispetto alle altre confessioni. Significa verificare concretamente l'universalità della libertà religiosa, che non può essere tutelata in maniera selettiva o subordinata a considerazioni di convenienza politica. La progressiva scomparsa delle comunità cristiane, soprattutto in Medio Oriente, determina non soltanto una perdita per le comunità ecclesiali, ma anche un impoverimento del pluralismo religioso e culturale e un indebolimento della coesione sociale”. Tra le priorità indicate alla comunità internazionale, Gallagher ha richiamato la necessità di “integrare la tutela della libertà religiosa nelle relazioni diplomatiche bilaterali e nei programmi di cooperazione allo sviluppo, rafforzare i meccanismi indipendenti di monitoraggio presso le Nazioni Unite, l'OSCE e il Consiglio d'Europa, contrastare l'impunità per i crimini motivati dall'odio religioso e assicurare un'effettiva protezione delle comunità perseguitate e dei rifugiati per motivi di fede”.

Un riferimento specifico è stato dedicato all'Italia e al Piano Mattei: “È uno strumento strategico di cooperazione economica, energetica e infrastrutturale che deve tenere conto anche delle condizioni istituzionali e sociali indispensabili allo sviluppo. Tra queste, la libertà religiosa assume un rilievo significativo, perché la sua negazione compromette la dignità delle persone, la stabilità delle comunità e le prospettive di crescita dei Paesi interessati. Mi auguro che il Piano Mattei possa offrire un contributo anche al rafforzamento del dialogo interreligioso”. Rispondendo alle domande dei senatori, Gallagher ha inoltre sottolineato che “anche l'Islam condivide la preoccupazione per le minacce che colpiscono in diverse aree del mondo le comunità dei credenti, spesso vittime delle violenze sono gli stessi musulmani, come accade in Nigeria”. Proprio sulla situazione nigeriana ha precisato che “la protezione deve essere rivolta a tutti i nigeriani, attraverso il dialogo con tutti coloro che possono contribuire a rafforzare le condizioni di sicurezza dei cittadini”.

Infine, sulle difficoltà delle organizzazioni internazionali, ha osservato che «il sistema multilaterale versa in una situazione pietosa. Occorre fare il possibile per rafforzarlo, evitando che le misure di carattere umanitario siano condizionate da pregiudizi ideologici. È tuttavia un approccio che, a mio giudizio, sta lentamente cambiando”.

“La libertà religiosa è un diritto universale e inalienabile, essenziale per la dignità umana, il pluralismo e la pacifica convivenza. Difendere i cristiani perseguitati e contrastare ogni forma di discriminazione religiosa non è un'iniziativa confessionale, ma un impegno coerente con i principi fondamentali del diritto internazionale e con l'universalità dei diritti umani”.

Roma, 3 novembre 2025

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